
La grandine che colpisce un’auto in movimento produce un danno diverso e generalmente più grave rispetto alla stessa grandine su un’auto ferma. La causa è fisica: alla velocità di caduta del chicco si somma la velocità del veicolo. L’energia d’impatto cresce con il quadrato della velocità relativa tra chicco e carrozzeria.
Un chicco di grandine di 3 cm cade a circa 85 km/h. Su un’auto ferma, l’impatto avviene a quella velocità, in direzione quasi verticale. Su un’auto che viaggia a 110 km/h in autostrada, il chicco colpisce le superfici frontali con una velocità relativa che può superare i 140 km/h. Poiché l’energia cinetica cresce con il quadrato della velocità, un aumento del 60% della velocità relativa può quasi triplicare l’energia scaricata sul punto d’impatto. Lo stesso chicco che su un’auto parcheggiata lascerebbe un’ammaccatura lieve, su un’auto in marcia può produrre un’ammaccatura profonda o crepare il parabrezza.
La distribuzione del danno su un’auto in movimento è diversa da quella su un’auto ferma:
Il parabrezza di un’auto in marcia riceve gli impatti con l’angolo e la velocità relativa peggiori. Un chicco di 3-4 cm, che da fermo si limiterebbe a rimbalzare sul vetro stratificato, a 130 km/h può generare crepe a stella o ragnatele estese. Il parabrezza stratificato non si sfonda, ma una crepa nel campo visivo del conducente compromette la sicurezza e non supera la revisione. Per il comportamento da tenere al volante durante una grandinata è disponibile la guida dedicata: cosa fare se grandina mentre sei in auto.
Sì, in tre aspetti. Primo, la percentuale di ammaccature con vernice lesionata è più alta, e questo può ridurre la quota di danno ripristinabile con sola tecnica PDR. Secondo, il coinvolgimento di vetri, fanali e componenti in plastica è più frequente e va periziato insieme al danno di lamiera. Terzo, la distribuzione asimmetrica del danno richiede un’ispezione completa con luce radente, perché gli impatti obliqui producono ammaccature poco visibili a occhio nudo su montanti e zone curve. Anche il danno subito in marcia rientra nella garanzia Eventi Atmosferici della polizza. È questa copertura specifica, e non la Kasko, a rispondere dei danni da grandine.
Un danno avvenuto durante la marcia si documenta come qualsiasi danno da grandine, con un’attenzione in più: annotare data, ora e tratta percorsa, perché il luogo dell’evento non coincide con il luogo di residenza. I bollettini meteo e le segnalazioni delle grandinate sono pubblici e permettono di riscontrare l’evento sulla tratta dichiarata. La procedura fotografica completa è descritta nella guida su come fotografare e documentare i danni da grandine sull’auto.
Non Solo Grandine ripristina i danni da grandine di ogni dinamica, su auto ferme e in marcia, con tecnica PDR, perizia dedicata e gestione completa del sinistro. Parla con un nostro tecnico