

La grandine inizia a danneggiare la carrozzeria di un’auto a partire da un diametro di circa 2-2,5 centimetri, equivalente a una noce. Sotto questa soglia i chicchi rimbalzano sui pannelli senza lasciare ammaccature permanenti. Sopra questa soglia, l’energia d’impatto supera il limite elastico della lamiera e il danno diventa stabile.
Il danno da grandine dipende dall’energia cinetica del chicco al momento dell’impatto. L’energia cinetica cresce con la massa e con il quadrato della velocità. Raddoppiando il diametro, la massa aumenta di circa otto volte e aumenta anche la velocità di caduta. Un chicco di 2 cm raggiunge una velocità terminale di circa 70 km/h. Un chicco di 4 cm cade a circa 100 km/h. Un chicco di 7-8 cm può superare i 150 km/h. Questa progressione non lineare spiega perché una grandinata con chicchi grandi produce danni sproporzionatamente più gravi di una con chicchi medi.
Per capire come si classifica il danno una volta avvenuto, è disponibile l’approfondimento sui danni da grandine lievi, medi e gravi.
I pannelli orizzontali ricevono l’impatto perpendicolare e si danneggiano per primi. Cofano, tetto e portellone concentrano oltre l’80% delle ammaccature in una grandinata tipica. Le fiancate si danneggiano solo con grandine accompagnata da vento forte, che rende obliqua la traiettoria dei chicchi. I vetri hanno soglie diverse dalla lamiera: il parabrezza, stratificato, si crepa ma non si sfonda. I vetri laterali e il lunotto, temperati, si frantumano oltre i 4-5 cm di diametro. Fanali, specchietti e spoiler in plastica si crepano prima della lamiera perché non hanno comportamento elastico.
La soglia di 2-2,5 cm è un valore medio, non assoluto. I fattori che abbassano la soglia di danno sono lo spessore della lamiera, il materiale e la temperatura. Le auto moderne montano lamiere più sottili rispetto al passato per ridurre il peso: su alcuni modelli lo spessore scende sotto 0,7 mm. I pannelli in alluminio, diffusi su cofani e portelloni di segmento premium, si ammaccano più facilmente dell’acciaio e sono più complessi da ripristinare. Una carrozzeria surriscaldata dal sole estivo è leggermente più deformabile.
Nella grande maggioranza dei casi sì. La tecnica PDR (Paintless Dent Repair) rimuove le ammaccature da grandine riportando il pannello alla forma originale, senza stucco né vernice, finché la vernice non è lesionata. Le ammaccature da chicchi fino a 4-5 cm rientrano quasi sempre nel perimetro PDR. Oltre questa soglia, o in presenza di vernice crepata sul punto d’impatto, la riparazione può richiedere interventi combinati. La valutazione si effettua con lampada a luce radente, pannello per pannello. I danni da grandine rientrano nella garanzia Eventi Atmosferici della polizza auto, non nella Kasko, che copre i danni da collisione.
Non Solo Grandine valuta e ripristina i danni da grandine di ogni entità con tecnica PDR, dalle ammaccature superficiali ai danni severi, con gestione completa del sinistro. Richiedi una valutazione del danno →