

La riparazione della grandine su camper, furgoni e veicoli commerciali segue le stesse basi tecniche dell’auto ma richiede valutazioni diverse per materiali, spessori delle lamiere e accessibilità dei pannelli. Non tutti i danni si trattano allo stesso modo: il tipo di carrozzeria del mezzo determina se la tecnica PDR (Paintless Dent Repair) è applicabile oppure se serve un intervento di carrozzeria tradizionale.
Un’utilitaria ha pannelli in acciaio stampato di spessore uniforme, pensati per assorbire l’urto della grandine restando comunque lavorabili con la tecnica a leva. Su camper e veicoli commerciali questa uniformità spesso non c’è. I furgoni derivati da modelli commerciali (Ducato, Sprinter, Transit e simili) hanno pannelli in acciaio o alluminio più spessi, con rinforzi interni che limitano l’accesso alla parte posteriore del danno. I camper, quando la cellula abitativa è in vetroresina (GRP) o in materiali compositi, escono del tutto dal perimetro della tecnica PDR: la vetroresina non “torna in forma” come il metallo, quindi la grandine su questi pannelli produce microfratture o sfaldature del gelcoat che vanno gestite con stuccatura, carteggiatura e riverniciatura.
Sulle porzioni in lamiera metallica di furgoni e camper (cofano, portiere, fiancate metalliche dei furgoni, cabina di guida) il PDR resta la soluzione preferibile: interviene solo sull’ammaccatura, senza stuccare né riverniciare, e mantiene intatta la vernice originale. Il vantaggio è lo stesso di un’auto: tempi più rapidi e nessuna variazione cromatica rispetto al resto della carrozzeria.
Tre situazioni spingono verso un intervento di carrozzeria classico invece che verso il PDR:
Il pannello è in vetroresina o materiale composito, tipico delle cellule abitative dei camper. L’accesso al retro del pannello è impedito da rinforzi strutturali, cablaggi o isolamento interno, frequente nei furgoni allestiti. La deformazione ha superato l’elasticità del metallo, con pieghe nette o crepe della vernice ai bordi del danno.
In questi casi l’intervento prevede la riparazione del pannello, la stuccatura dove necessario e il ripristino della forma originale con riverniciatura a tutela dell’estetica e della tenuta agli agenti atmosferici.
Su camper e furgoni alti il tetto è la superficie con la maggiore incidenza di impatti, perché offre l’angolo più perpendicolare alla traiettoria dei chicchi. È anche la zona più difficile da riparare: spessori sottili per contenere il peso, curvature ampie e, nei camper, la presenza di oblò, pannelli solari e prese d’aria che riducono lo spazio di lavoro utile.
Per furgoni e veicoli commerciali il fattore tempo pesa più che sull’auto privata: ogni giorno di fermo macchina è un giorno di mancato utilizzo del mezzo. La pianificazione dell’intervento — mappatura del danno, gestione della pratica con la garanzia Eventi Atmosferici e programmazione dei tempi di officina — va quindi impostata per minimizzare i giorni di fermo, privilegiando dove possibile la tecnica PDR sulle superfici idonee.