

Documentare i danni da grandine significa produrre fotografie datate e complete del veicolo entro 24-48 ore dall’evento, insieme ai dati che collegano il danno alla grandinata: data, ora, luogo e condizioni dell’auto. Una documentazione corretta accelera la perizia, evita contestazioni e tutela il valore della richiesta di risarcimento.
Il momento ideale è il prima possibile dopo l’evento, e comunque entro 48 ore. Fotografare subito serve a fissare tre elementi: lo stato del veicolo, il contesto dell’evento e la data certa. Se possibile, scattare le prime foto sul luogo in cui l’auto è stata colpita, includendo elementi di contesto riconoscibili — la via, i chicchi ancora a terra, altri veicoli danneggiati. I metadati digitali delle foto (data, ora e posizione GPS) costituiscono un riscontro oggettivo: verificare che data e geolocalizzazione dello smartphone siano attive prima di scattare.
Una documentazione efficace segue una sequenza precisa, dall’insieme al dettaglio:
L’errore più comune è fotografare solo le ammaccature evidenti: la perizia valuta il danno complessivo, e ammaccature non documentate scoperte in seguito sono più difficili da ricondurre all’evento.
Le ammaccature da grandine sono spesso invisibili in foto scattate frontalmente con luce diffusa. La soluzione è la luce radente: una fonte luminosa quasi parallela alla superficie del pannello, che proietta ombre in corrispondenza di ogni avvallamento. È la stessa tecnica usata dai periti e dai tecnici PDR in fase di ispezione. In pratica: scattare al mattino presto o al tramonto con il sole basso, oppure usare la torcia di un secondo smartphone tenuta quasi appoggiata al pannello, muovendola finché le ammaccature non “emergono” nell’inquadratura. Le superfici chiare e metallizzate richiedono più angolazioni della stessa zona.
Le foto da sole non bastano: la documentazione completa include i dati che collegano il danno all’evento atmosferico.
I danni da grandine sono coperti dalla garanzia Eventi Atmosferici, quando presente in polizza: è a questa garanzia — non alla Kasko — che va ricondotta la denuncia. La procedura di richiesta è descritta nella guida su come ottenere il rimborso assicurativo per i danni da grandine.
Tre comportamenti compromettono la documentazione. Non lavare l’auto con sistemi aggressivi né lucidarla: eventuali residui e micro-segni fanno parte del quadro probatorio. Non tentare riparazioni fai-da-te con kit a ventosa o phon: un intervento improprio può peggiorare l’ammaccatura e rendere il danno non riconducibile alla sola grandine. Non firmare cessioni del credito o incarichi di riparazione a operatori improvvisati che si presentano nelle zone colpite subito dopo l’evento: la scelta del centro di riparazione spetta al proprietario del veicolo.